BETANECOLO e FENOSSIBENZAMINA nel trattamento farmacologico

La minzione è un meccanismo complesso che richiede l’integrità anatomica e funzionale delle basse vie urinarie e del sistema nervoso centrale e periferico.

Qualsiasi danno a carico di uno solo di questi distretti può tradursi in un deficit funzionale che si manifesta con la continenza.

La ritenzione urinaria è una condizione che si presenta frequentemente sia nei cani sia nei gatti.

L’incapacità o la difficoltà a urinare comporta a carico della vescica, un aumento della pressione tale da provocare un riflusso verso i reni; le conseguenze sono idronefrosi, infezioni ricorrenti delle vie urinarie e progressivi danni renali irreversibili con esiti fatali.

Per questo motivo è estremamente importante che i proprietari ricorrano quanto prima alle cure del veterinario affinché questi possa intervenire rapidamente ed efficacemente per indurre lo svuotamento della vescica e ripristinare l’urinazione.

Vi sono segnali che possono far sospettare una sofferenza a livello delle vie urinarie ed è importante conoscerli. Vi consigliamo pertanto di rivolgervi al vostro veterinario per sapere quali sono i comportamenti dei nostri amici a cui dobbiamo prestare attenzione.

Il trattamento

Il medico veterinario interverrà con diverse tecniche e trattamenti farmacologici a seconda delle cause che hanno determinato la disfunzione; per esempio: compressione manuale della vescica, cateterismo intermittente o persistente, interventi farmacologici.

In questo articolo presentiamo due farmaci che fanno parte del repertorio farmacologico: il betanecolo e la fenossibenzamina.

Prima però, conviene fare un cenno sulla fisiologia della minzione.

La minzione

Sappiamo che l’orina si accumula nella vescica. Il liquido non fuoriesce a mano a mano che viene prodotto perché il passaggio tra vescica e uretra è chiuso dallo sfintere uretrale e dall’attività sfinterica dell’uretra stessa.

L’aumento di volume del liquido all’interno della vescica ne distende le pareti fino ad un valore soglia che innesca il meccanismo della minzione: a questo punto la parete della vescica si contrae mentre lo sfintere uretrale si rilascia ed il risultato finale è lo svuotamento della vescica.

Le proprietà contrattili delle pareti della vescica e dello sfintere uretrale sono dovute alla presenza di fibre muscolari nei tessuti di questi organi.

Le fibre muscolari della vescica rappresentano il tessuto contrattile di quello che viene chiamato muscolo detrusore della vescica.

Il tessuto contrattile dello sfintere uretrale è costituito da fibre muscolari lisce.

L’attività di queste fibre muscolari è sotto il controllo del sistema nervoso autonomo (SNA).

Il meccanismo della minzione, oltre all’attività del SNA sulle parti anatomiche appena citate, coinvolge anche midollo spinale e centri nervosi superiori (soprattutto il Ponte, il Cervelletto e la Corteccia Cerebrale, dove è elaborata l’iniziazione o l’inibizione volontarie della minzione).

I farmaci: betanecolo e fenossibenzamina

Il trattamento dei disturbi neurologici della minzione nel cane e nel gatto prevede l’utilizzo di più classi di farmaci con obiettivi terapeutici diversi:

  • incrementare la contrattilità del muscolo detrusore (betanecolo cloruro, metoclopramide, cisapride e propranololo),
  • rilassare lo sfintere muscolare uretrale liscio (farmaci α-bloccanti: fenossibenzamina e prazosina) o
  • rilassare lo sfintere muscolare striato (miorilassanti ad azione centrale: diazepam e baclofene, o ad azione periferica: dantrolene).

Abbiamo prima citato il SNA; questo è distinto in sistema parasimpatico e simpatico.

In particolare, la contrazione del detrusore della vescica si deve a stimoli eccitatori del parasimpatico e quella dello sfintere uretrale a stimoli, sempre eccitatori, del sistema simpatico.

In questo articolo parliamo di due farmaci che vengono utilizzati per indurre lo svuotamento vescicale in gatti e cani con lesioni neurologiche o come terapia di supporto quando è necessario facilitare la minzione: il betanecolo e la fenossibenzamina che agiscono rispettivamente a livello del muscolo detrusore della vescica e dello sfintere uretrale.

Betanecolo.

Agisce simulando l’eccitazione del sistema nervoso parasimpatico (è un parasimpaticomimetico che agisce sui recettori muscarinici) provocando la contrazione del detrusore vescicale, cioè delle pareti della vescica (questo meccanismo spiega in gran parte la sua azione terapeutica principale; in realtà gli effetti farmacologi sono più complessi e non limitati all’attività sul recettore muscarinico).

Per la sua azione sulla vescica, il farmaco può essere utilizzato solo dopo aver rimosso eventuali cause ostruttive delle vie urinarie basse o ridotto la resistenza a livello dello sfintere uretrale se troppo elevata.

Quest’ultimo obiettivo si ottiene con un farmaco α-bloccante (per esempio fenossibenzamina) iniziandone la somministrazione 1-2 giorni prima del betanecolo.

Il betanecolo mima gli effetti del neurotrasmissore naturale: l’acetilcolina. Rispetto a questa però, è resistente alla degradazione dall’acetilcolinesterasi, pertanto il suo effetto sulla muscolatura liscia della vescica è più prolungato.

Gli effetti collaterali più frequentemente osservati con l’impiego del betanecolo sono anoressia, salivazione, vomito e diarrea.

Il betanecolo non deve essere impiegato in animali con patologie bronchiali o gastriche.

Dosaggio del betanecolo nel cane: 2,5-25 mg in toto (secondo taglia) per os ogni 8 ore; nel gatto: 1,5-5 mg in toto per os ogni 8 ore.

Fenossibenzamina.

Agisce inibendo l’eccitazione del sistema nervoso simpatico sul muscolo liscio dello sfintere uretrale, riducendone il tono e così le resistenze che si oppongono allo svuotamento della vescica. E’ un simpaticolitico, antagonista α-adrenergico non selettivo, che inibisce lo stimolo eccitatorio dell’adrenalina sul muscolo liscio dello sfintere uretrale.

La fenossibemnzamina è anche indicata per lo spasmo uretrale secondario all’uretrite batterica.

Può essere usata contemporaneamente al betanecolo.

Ipotensione, tachicardia, disturbi gastrointestinali rappresentano i possibili effetti collaterali.

Dosaggio della fenossibenzamina nel cane e gatto: 0,25-0,5 mg/kg per os ogni 12 ore.

La fenossibenzamina, eventualmente insieme al betanecolo, può essere utilizzata per ridurre il tono dello sfintere uretrale, nei cavalli con vescica atonica.

Fenossibenzamina nel feocromocitoma

La fenossibenzamina è usata per ridurre la pressione sanguigna associata al feocromocitoma.

Questo raro tumore neuroectodermico delle cellule cromaffini delle ghiandole surrenali, si verifica più comunemente nei cani anziani ma può verificarsi anche nei gatti. Circa il 50% dei casi presenta ipertensione episodica dovuta alla secrezione di catecolamina. Questi tumori sono difficili da gestire e trattare a causa della gravità dell’ipertensione e delle aritmie cardiache. La fenossibenzamina viene utilizzata nel tentativo di riprendere il controllo della pressione sanguigna prima dell’intervento chirurgico.

I preparati galenici

I medicinali a base di betanecolo e fenossibenzamina non sono reperibili in commercio.

Il medico veterinario, per le prescrizioni a base di questi farmaci, ricorre ai preparati galenici, cioè medicinali allestiti presso il laboratorio galenico di una farmacia, dietro presentazione di ricetta medica.

Coloro che vogliano approfondire gli aspetti formulativi e normativi, sono invitati a visitare il nostro sito alla pagina https://farmaciadelpavaglione.it/area-medici/ o contattare direttamente i nostri farmacisti: +39 051 221640 – info@farmaciadelpavaglione.it.