GALENICA IN TRICOLOGIA: IL TRATTAMENTO TOPICO DELL'ALOPECIA

GALENICA IN TRICOLOGIA: IL TRATTAMENTO

TOPICO DELL' ALOPECIA

La terapia del defluvio androgenico può essere realizzata per via sistemica (generale) e per via topica. In questo articolo ci concentreremo sugli ingredienti farmacologici per il trattamento topico dell’alopecia, che nella via topica trova un ottimo campo d’applicazione in quanto i follicoli sono ben accessibili alle applicazioni locali (in genere lozioni alcoliche). Rispetto alla terapia per via generale, per via esterna si possono raggiungere gli scopi terapeutici senza interessare l’intero organismo, limitando eventuali effetti collaterali.

I farmaci usati nella terapia topica hanno la possibilità, se liposolubili, di penetrare fino alla papilla e alla matrice del pelo in due modi:
– per capillarità, dal follicolo pilifero fino al fondo dell’infundibolo e successivamente penetrando attraverso la ghiandola sebacea;
– per via transcutanea, passando attraverso i vari strati epidermici e la membrana basale.

Le preparazioni per uso topico devono avere una buona capacità di penetrazione, e il solvente migliore per un farmaco topico e uso tricologico è l’alcool etilico tra i 60° e i 90° addizionato a un co-solvente come il glicone propilenico in percentuale tra il 5 e il 30%. Una valida alternativa al glicone propilenico è il ciclosilicone pentamero (cyclomethicone) solvente, ad azione emolliente e umettante che, grazie alle proprietà antistatiche e di condizionante i capelli, costituise un valido additivo reologico che facilita l’applicazione della lozione e agevola la penetrazione dei principi attivi.

Farmaci per il trattamento topico del defluvio androgenico

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Farmaci per il trattamento topico del defluvio androgenico

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Ecco i principali farmaci che possono essere usati efficacemente nel trattamento topico dell’alopecia:

1. Minoxidil
Ha un marcato effetto vasodilatatore arteriolare legato alla sua proprietà di aprire i canali intracellulari di potassio a livello delle cellule muscolari lisce delle arteriole periferiche.
Questo ridurrebbe la concentrazione citoplasmatica del calcio prevenendo il fattore di crescita epidermico (EGF) dall’inibire la formazione dei peli. Sotto l’azione del minoxidil, i follicoli miniaturizzati rimangono in anagen (vedi approfondimento sulle fasi di vita del capello in fondo all’articolo) per un periodo sempre più lungo, assumendo, nei cicli successivi, le caratteristiche di follicoli terminali.

2. Acido retinoico
L’acido trans-retinoici (tretinoina) è già usato ampiamente in dermatologia nella terapia dell’acne, e si è dimostrato in grado di aumentare e regolare la proliferazione cellulare. In associazione con il minoxidil, stimola la crescita di capelli in pazienti con alopecia androgenetica.

3. Serenoa repens  
La serenoa repens è una pianta officinale, una palma nana tipica delle zone subtropicali e meridionali degli Stati Uniti. Viene utilizzata per alleviare i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna, patologia affine all’alopecia androgenetica. La serenoa repens è un fitocomplesso presente in varie lozioni tricocosmetiche, a cui si attribuisce un effetto simil-finasteride.
Ecco i principali farmaci che possono essere usati efficacemente nel trattamento topico dell’alopecia:

1. Minoxidil
Ha un marcato effetto vasodilatatore arteriolare legato alla sua proprietà di aprire i canali intracellulari di potassio a livello delle cellule muscolari lisce delle arteriole periferiche.
Questo ridurrebbe la concentrazione citoplasmatica del calcio prevenendo il fattore di crescita epidermico (EGF) dall’inibire la formazione dei peli. Sotto l’azione del minoxidil, i follicoli miniaturizzati rimangono in anagen (vedi approfondimento sulle fasi di vita del capello in fondo all’articolo) per un periodo sempre più lungo, assumendo, nei cicli successivi, le caratteristiche di follicoli terminali.

2. Acido retinoico
L’acido trans-retinoici (tretinoina) è già usato ampiamente in dermatologia nella terapia dell’acne, e si è dimostrato in grado di aumentare e regolare la proliferazione cellulare. In associazione con il minoxidil, stimola la crescita di capelli in pazienti con alopecia androgenetica.

3. Serenoa repens  
La serenoa repens è una pianta officinale, una palma nana tipica delle zone subtropicali e meridionali degli Stati Uniti. Viene utilizzata per alleviare i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna, patologia affine all’alopecia androgenetica. La serenoa repens è un fitocomplesso presente in varie lozioni tricocosmetiche, a cui si attribuisce un effetto simil-finasteride.

4. Ketoconazolo
È un imidazolo derivato che è anche un efficace agente antimicotico di sintesi. Applicato localmente in lozione, consente la rapida eliminazione del Pytirosporum e l’attenuazione dei sintomi senza essere assorbito in modo significativo e consentendo una buona sicurezza del suo utilizzo. Dev’essere applicato una volta a settimana per un periodo di 2-4 settimane, e successivamente, un’applicazione ogni 15 giorni sembra in grado di prevenire una ricomparsa del problema.

5. Estrogeni
Gli estrogeni sono dotati di un buon assorbimento cutaneo (circa il 10-14%). Il loro utilizzo nel defluvio androgenetico perimenopausale della donna appare razionale e scevro da effetti indesiderati. Lo steroide più attivo per uso topico sembra essere il debole estrone a concentrazioni intorno allo 0,02%. Molto promettente appare anche l’impiego del 17α-estradiolo, un isomero sintetico del 17β. Il 17α-estradiolo diminuisce la formazione d DHT e attiva l’enzima aromatasi trasformando una parte di testosterone in estradiolo, utile nel reprimere i geni della calvizie e nel favorire la ricrescita.

6. Progesterone
Per uso locale, il progesterone naturale e i suoi derivati 17 idrossilati si sono dimostrati capaci di inibire l’attività 5α-reduttasica ( la 5α-reduttasi è un sistema enzimatico che converte il testosterone in diidrotestosterone, DHT, ormone androgeno che provoca la miniaturizzazione dei follicoli) dal 70 all’87% nei soggetti trattati. Si possono trattare con soluzione topica di progesterone naturale anche i pazienti di sesso maschile affetti da defluvio androgenetico: nei pazienti trattati si è notata, infatti, una quasi costante riduzione della percentuale dei telogen in misura sempre maggiore man mano che si aumentava la concentrazione di ormone nella soluzione usata.

7. Ciproterone acetato
Il ciproterone acetato è oggi l’antiandogeno più usato. È uno steroide derivato dal 17 idrossiprogesterone, e possiede i requisiti anche per essere usato a livello topico a concentrazioni di 0,5-1% in soluzione idroalcolica. Con l’uso topico si ottiene sulla cute una concentrazione di steroide superiore a quella ottenibile con la somministrazione per via orale e i netti miglioramenti dei tricogrammi dei pazienti trattati depongono a favore dell’efficacia topica dell’ormone.

8. Cortisonici
Diversi studi hanno considerato l’infiammazione follicolare come una possibile causa della patogenesi dell’alopecia androgenetica e, in relazione a questo, l’uso topico di cortisonici è risultato utile nella terapia, escludendo però gli alogenati, un uso persistente dei quali determina esiti atrofici. Diverso è il caso dell’idrocortisone, che, usato in lozione di minoxidil non ha mai causato alcuna evidenza di atrofia.

9. Spironolattone
Si tratta di un composto steroideo sintetico, analogo strutturale dell’aldosterone e del progesterone. Considerata la sua attività a livello del recettore citosolico del diidrotestosterone e dell’androstandiolo, lo spironolattone viene usato anche a livello topico a concentrazioni variabili dallo 0,3 al 5%, anche se con effetti collaterali sul cuoio capelluto di tipo irritativo.

I capelli non si trovano tutti nella stessa fase ma crescono con modalità e ritmi differenti.

Anagen o fase di crescita: durante questo periodo di crescita si verificano alcune modificazioni a livello cellulare. Il follicolo si trova in piena attività proliferativa ed il capello cresce mediamente di 0,3-0,4 mm al giorno. La durata di questa fase è compresa tra i 2 ed i 7 anni ed è pesantemente influenzata da fattori ereditari e sessuali (più lunga nella donna, più corta nell’uomo).

Catagen   o fase di involuzione: durante questo periodo il follicolo arresta la sua attività proliferativa ed il capello non si allunga più. La durata di questa fase è molto breve, mediamente intorno alle 2-3 settimane.

Telogen  o fase di riposo: durante questo periodo il follicolo viene completamente inattivato. Il capello si trova ancora all’interno del follicolo ma ancorato da deboli legamenti tra le cellule che presto cederanno sotto la spinta del nuovo capello. Al termine di questa fase, infatti il follicolo riprende la sua attività entrando nella fase anagen e generando un nuovo capello. La durata media di questo periodo è di tre mesi.

I capelli non si trovano tutti nella stessa fase ma crescono con modalità e ritmi differenti.

Anagen o fase di crescita: durante questo periodo di crescita si verificano alcune modificazioni a livello cellulare. Il follicolo si trova in piena attività proliferativa ed il capello cresce mediamente di 0,3-0,4 mm al giorno. La durata di questa fase è compresa tra i 2 ed i 7 anni ed è pesantemente influenzata da fattori ereditari e sessuali (più lunga nella donna, più corta nell’uomo).

Catagen   o fase di involuzione: durante questo periodo il follicolo arresta la sua attività proliferativa ed il capello non si allunga più. La durata di questa fase è molto breve, mediamente intorno alle 2-3 settimane.

Telogen  o fase di riposo: durante questo periodo il follicolo viene completamente inattivato. Il capello si trova ancora all’interno del follicolo ma ancorato da deboli legamenti tra le cellule che presto cederanno sotto la spinta del nuovo capello. Al termine di questa fase, infatti il follicolo riprende la sua attività entrando nella fase anagen e generando un nuovo capello. La durata media di questo periodo è di tre mesi.

Dieta e capelli

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Dieta e capelli

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Dieta e capelli

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La maggior parte delle vitamine è coinvolta nei processi metabolici del follicolo pilifero, e stati carenziali di alcune di esse possono provocare effluvio, talvolta anche parzialmente irreparabile. È importante allora, in abbinamento alla terapia topica, garantire un apporto vitaminico giornaliero sufficiente. Nello specifico, è importante integrare nella dieta del paziente con defluvio androgenico questi elementi:

1. acido pantoteico (vitamina B5);

2. biotina (vitamina H);

3. vitamina B6;

4. acidi grassi essenziali;

5. sostanze antiossidanti come vitamina E, vitamina A, betacarotene, zinco, selenio, rame, vitamina C e bioflavonoidi, polifenoli come il curcumino contenuto nella curcuma longa e il resveratrolo del poligonum cuspidatum.