CANNABIDIOLO (CBD) PER ANIMALI DOMESTICI

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CANNABIDIOLO (CBD) PER ANIMALI DOMESTICI

CANNABIDIOLO (CBD) PER ANIMALI DOMESTICI

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Gli animali sono più simili alle persone di quanto si possa pensare, anche a livello fisiologico.

La maggior parte dei mammiferi infatti è dotata del sistema endocannabinoide (ECS) o, meglio, dei recettori cannabinoidi CB1 e CB2 presenti in tutto il corpo dell’animale dal cervello al tratto digestivo, fino alla pelle e alle ghiandole.

Da questa affinità deriva il crescente interesse in merito al Cannabidiolo (CBD) per verificare se gli effetti benefici di questo metabolita della Cannabis sativa si presentano tanto nell’uomo quanto negli animali.

Le ricerche sugli effetti del CBD sugli esseri umani sono in corso da molti anni, mentre sono necessari ulteriori studi su cani, gatti e altre specie animali in modo tale da chiarirne l’utilizzo e l’efficacia. 

Cannabidiolo: storia e farmacologia

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Cannabidiolo: storia e farmacologia

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Il Cannabidiolo è uno dei componenti principali della pianta di Cannabis sativa insieme al THC (tetraidrocannabinolo). A differenza di quest’ultimo, però, è una molecola non psicoattiva, ovvero priva di effetti psicotropi.

Questo importante principio attivo della Cannabis è stato scoperto nel 1940 dal Dr. Roger Adams, ma la sua struttura molecolare fu chiarita solo nel 1963 dal professor Raphael Mechoulam, considerato il Padre della ricerca sui cannabinoidi. Egli infatti non solo rivelò la struttura del CBD, comprovandone i benefici terapeutici (nel 1980 pubblicò il primo studio clinico sugli effetti del CBD su pazienti epilettici[1]), ma successivamente riuscì a isolare e sintetizzare il THC per la prima volta nella storia.

Diversi studi suggeriscono che il Cannabidiolo non è tossico, non altera le funzioni psicologiche e non influisce sul transito gastrointestinale né sui parametri fisiologici quali frequenza cardiaca, pressione sanguigna e temperatura corporea.
Inoltre, alcuni studi suggeriscono che l’utilizzo cronico e alti dosaggi (fino a 1500 mg al giorno) sono ben tollerati nell’uomo[2].

Sulla base dei recenti progressi si può affermare che il Cannabidiolo può essere somministrato a esseri umani e animali in sicurezza, tuttavia sono necessari ulteriori studi clinici per chiarire i possibili effetti collaterali. 

Il Cannabidiolo (CBD) ha molteplici proprietà farmacologiche, in particolare è:

  • – Ansiolitico
  • – Antipsicotico
  • – Antiemetico
  • – Antinfiammatorio
  • – Analgesico

CBD in veterinaria: cani, gatti e altri animali

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CBD in veterinaria: cani, gatti e altri animali

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L’utilizzo della Cannabis e dei suoi estratti nel campo della medicina veterinaria negli ultimi anni è diventata un’area di crescente interesse a seguito dei benefici terapeutici osservati negli esseri umani e negli animali domestici.

Gli studi condotti mostrano che il Cannabidiolo (CBD) ha un alto profilo di sicurezza e tolleranza per gli animali – inclusi cani, gatti e cavalli[3].

A oggi ricerche e applicazioni cliniche si sono concentrate attorno all’utilizzo del Cannabidiolo per curare patologie croniche prevalentemente osteoarticolari e neurologiche negli animali da compagnia.

Il CBD è impiegato per migliorare la mobilità negli animali con osteoartrosi, in caso di problemi digestivi e condizioni infiammatorie. Inoltre, è stato dimostrato che il Cannabidiolo possiede proprietà anticonvulsive e antiepilettiche[4].

Uno studio recente ha confermato l’efficacia analgesica del Cannabidiolo come trattamento nei cani affetti da osteoartrite. I risultati infatti hanno mostrato una significativa riduzione del dolore a seguito della somministrazione dell’olio di CBD[5].

Un altro studio ha accertato il potenziale del Cannabidiolo di inibire l’infiammazione articolare acuta nei ratti. La somministrazione locale di CBD ha alleviato il dolore osteo-articolare. I dati suggeriscono che il CBD svolge un’azione lenitiva efficace per trattare le infiammazioni nelle articolazioni e il dolore che ne consegue[6].  

L’utilizzo della Cannabis e dei suoi estratti nel campo della medicina veterinaria negli ultimi anni è diventata un’area di crescente interesse a seguito dei benefici terapeutici osservati negli esseri umani e negli animali domestici.

Gli studi condotti mostrano che il Cannabidiolo (CBD) ha un alto profilo di sicurezza e tolleranza per gli animali – inclusi cani, gatti e cavalli[3].

A oggi ricerche e applicazioni cliniche si sono concentrate attorno all’utilizzo del Cannabidiolo per curare patologie croniche prevalentemente osteoarticolari e neurologiche negli animali da compagnia.

Il CBD è impiegato per migliorare la mobilità negli animali con osteoartrosi, in caso di problemi digestivi e condizioni infiammatorie. Inoltre, è stato dimostrato che il Cannabidiolo possiede proprietà anticonvulsive e antiepilettiche[4].

Uno studio recente ha confermato l’efficacia analgesica del Cannabidiolo come trattamento nei cani affetti da osteoartrite. I risultati infatti hanno mostrato una significativa riduzione del dolore a seguito della somministrazione dell’olio di CBD[5].

Un altro studio ha accertato il potenziale del Cannabidiolo di inibire l’infiammazione articolare acuta nei ratti. La somministrazione locale di CBD ha alleviato il dolore osteo-articolare. I dati suggeriscono che il CBD svolge un’azione lenitiva efficace per trattare le infiammazioni nelle articolazioni e il dolore che ne consegue[6].  

CBD a uso topico e diluito in olio

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CBD a uso topico e diluito in olio

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La principale via di somministrazione del Cannabidiolo è per via topica, ad esempio gel transdermici o con oli da utilizzare sia sull’epidermide sia all’interno delle cavità orali.

L’utilizzo del CBD a uso topico è un’opportunità utile in campo veterinario e sono stati effettuati diversi studi per indagare gli effetti della somministrazione topica di Cannabidiolo, con particolare attenzione all’influenza del veicolo sul processo di assorbimento cutaneo. I risultati di queste ricerche potrebbero fornire informazioni utili per la progettazione di medicinali topici. Per esempio, è interessante notare che un gel idrofilo può essere una scelta ottimale per la somministrazione topica di CBD[7].

Un’alternativa è quella di diluire l’olio di Cannabis in olio d’oliva, cocco o arachidi. Esistono infatti preparazioni galeniche di CBD in olio utilizzate come supporto nel trattamento del dolore cronico e in caso di disturbi digestivi, ansia e stress.

In ambito legislativo, l’olio galenico di CBD può essere prescritto agli animali anche da parte del medico veterinario con ricetta semplice e non ripetibile (specificando il tipo di formulazione richiesta, con particolare riferimento all’infiorescenza da utilizzare o alla percentuale di CBD desiderata), seguendo la cascata riportata nell’art. 10 del D. Lgs. 193/06. Pertanto, l’olio galenico di CBD è compreso nella categoria dei “Preparati a base di droghe vegetali” che possono essere allestiti dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica.

 

Fonti

  • – Cannabis in Veterinary Medicine: Cannabinoid Therapies for Animals, Nutraceuticals in Veterinary Medicine, maggio 2019.
  • – Pharmacist’s Guide to CBD Oil, US Pharmacist, marzo 2020.

[1] Cunha JM, Carlini EA, Pereira AE, Ramos OL, Pimentel C, Gagliardi R, Sanvito WL, Lander N, Mechoulam R. Chronic administration of cannabidiol to healthy volunteers and epileptic patients. Pharmacology. 1980;21(3):175-85. doi: 10.1159/000137430. PMID: 7413719.

[2] Safety and side effects of cannabidiol, a Cannabis sativa constituent (Bergamaschi MM, Queiroz RH, Zuardi AW, Crippa JA. Safety and side effects of cannabidiol, a Cannabis sativa constituent. Curr Drug Saf. 2011 Sep 1;6(4):237-49. doi: 10.2174/157488611798280924. PMID: 22129319.)

[3] Ellis, K. L. (2020). Treatment using cannabidiol in a horse with mechanical allodynia. Equine Veterinary Education . doi: https://doi.org/10.1111/eve.13168

[4] Samara E, Bialer M, Mechoulam R. Pharmacokinetics of cannabidiol in dogs. Drug Metab Dispos. 1988 May-Jun;16(3):469-72. PMID: 2900742.

[5] Pharmacokinetics, Safety, and Clinical Efficacy of Cannabidiol Treatment in Osteoarthritic Dogs (Gamble LJ, Boesch JM, Frye CW, Schwark WS, Mann S, Wolfe L, Brown H, Berthelsen ES, Wakshlag JJ. Pharmacokinetics, Safety, and Clinical Efficacy of Cannabidiol Treatment in Osteoarthritic Dogs. Front Vet Sci. 2018 Jul 23;5:165. doi: 10.3389/fvets.2018.00165. PMID: 30083539; PMCID: PMC6065210.)

[6] Attenuation of early phase inflammation by cannabidiol prevents pain and nerve damage in rat osteoarthritis (Philpott HT, O’Brien M, McDougall JJ. Attenuation of early phase inflammation by cannabidiol prevents pain and nerve damage in rat osteoarthritis. Pain. 2017 Dec;158(12):2442-2451. doi: 10.1097/j.pain.0000000000001052. PMID: 28885454; PMCID: PMC5690292.)

[7] Topical Administration of Cannabidiol: Influence of Vehicle-Related Aspects on Skin Permeation Process (Casiraghi A, Musazzi UM, Centin G, Franzè S, Minghetti P. Topical Administration of Cannabidiol: Influence of Vehicle-Related Aspects on Skin Permeation Process. Pharmaceuticals (Basel). 2020 Oct 23;13(11):337. doi: 10.3390/ph13110337. PMID: 33114270; PMCID: PMC7690861.)