Nel precedente articolo abbiamo evidenziato il ruolo centrale dei farmaci anti-VEGF e quanto l’iniezione intravitreale di questi farmaci, rappresenti oggi il trattamento di riferimento per la maculopatia essudativa.
Sebbene non esista una terapia risolutiva, un intervento precoce con agenti anti-VEGF, consente di ottenere risultati clinici significativi: questi farmaci favoriscono il riassorbimento del fluido essudativo dalla retina e bloccano la formazione di neo-vascolarizzazioni, contribuendo così a migliorare l’acuità visiva a distanza di tempo.1,2
Tra gli anti-VEGF allestiti in ambito galenico figura Avastin®.
Il caso Avastin®
Avastin®, nome commerciale del bevacizumab, è un anticorpo monoclonale umanizzato originariamente sviluppato come farmaco oncologico e impiegato nel trattamento di diversi tipi di tumore. In seguito, è stato utilizzato anche off-label — cioè al di fuori delle indicazioni ufficialmente approvate — per la degenerazione maculare senile e altre forme di maculopatia neo-vascolare.
Si tratta della prima terapia autorizzata dalla FDA per l’inibizione dell’angiogenesi, poiché blocca il VEGF, fattore di crescita endoteliale che stimola la crescita dei vasi sanguigni.3
Dopo anni di discussioni, limitazioni d’uso e controversie, Avastin® è oggi nuovamente considerato una possibile opzione terapeutica in ambito oftalmico, rappresentando un importante ritorno per molti pazienti.
La principale differenza tra l’impiego oncologico e quello oftalmico riguarda dosaggio e modalità di somministrazione: mentre in oncologia il farmaco viene somministrato per via endovenosa a quantità significativamente elevate, in oftalmologia viene invece somministrato direttamente nel vitreo in dosi estremamente ridotte, circa 500 volte inferiori, un approccio che, come riportato in letteratura, riduce il rischio di tossicità e rende sicuro l’uso intravitreale.4
Lucentis® e Avastin®: differenze che vanno esplicitate
Quando si parla di trattamenti anti-VEGF, spesso si tende a sovrapporre Lucentis® e Avastin®. Dal punto di vista clinico, diversi studi hanno mostrato risposte terapeutiche sovrapponibili in alcune patologie retiniche. Tuttavia, sul piano regolatorio e farmaceutico, le differenze sono significative.
Dal punto di vista farmacologico, le differenze tra Avastin® e Lucentis® somministrati tramite iniezione intravitreale nell’occhio, sono minime o assenti. Studi clinici hanno dimostrato una sostanziale sovrapponibilità in termini di efficacia e sicurezza.4 Entrambi i farmaci sono stati sviluppati dalla stessa azienda, ma solo ranibizumab (Lucentis®) ha ricevuto indicazione clinica per la maculopatia legata all’età (AMD), mentre Avastin® è utilizzato off-label mediante frazionamento galenico delle fiale, ottenendo circa 40 dosi per flacone.5
Iniezione endovitreale di Avastin®
Negli ultimi anni il ricorso ai farmaci anti-VEGF è aumentato, ma nella pratica quotidiana il numero di iniezioni effettuate dai pazienti rimane spesso inferiore a quanto indicato dagli studi clinici. In molti casi non si raggiungono nemmeno le 7 somministrazioni considerate necessarie per garantire un trattamento ottimale.1 In Italia questa tendenza è particolarmente evidente: la frequenza dei trattamenti è mediamente bassa e ciò può rendere più difficile mantenere stabile la degenerazione maculare, con ripercussioni cliniche.1 Nonostante ciò, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’utilizzo di Avastin® per la AMD e per l’edema maculare diabetico (EMD), pur rimanendo un impiego off-label.6
Il trattamento prevede la somministrazione tramite iniezione endovitreale, cioè direttamente all’interno del vitreo, eseguita in ambiente sterile e con anestesia topica. Il percorso terapeutico inizia solitamente con un ciclo di tre iniezioni distanziate di 4-6 settimane, seguito da controlli periodici in cui viene valutata dallo specialista, la necessità di ulteriori somministrazioni.6
Cosa significa “farmaco da frazionare” e quali competenze richiede l’allestimento di Avastin®
La fiala di Avastin® è confezionata per l’uso endovenoso in oncologia e contiene più dosi potenziali rispetto a quelle necessarie per un’iniezione intravitreale.
La ripartizione consiste nell’allestire siringhe monodose sterili a partire dalla fiala originale.
Per la farmacia ciò implica:
- ambienti classificati per la manipolazione sterile come le camere bianche e flusso laminare;
- procedure validate di frazionamento e confezionamento;
- formazione specifica del personale sulla galenica sterile.
Si tratta di un’attività regolamentata, che può essere svolta solo da strutture autorizzate e con requisiti tecnici stringenti. La sicurezza microbiologica del prodotto finale è un elemento centrale: garantire che ogni dose sia preparata in condizioni controllate e sterili è fondamentale non solo per assicurare la qualità del trattamento, ma anche per ridurre al minimo il rischio di complicanze ed effetti collaterali legati alla somministrazione.
Effetti collaterali dell’iniezione di Avastin®
Come per qualsiasi procedura chirurgica, anche le iniezioni intravitreali presentano potenziali rischi. Le reazioni allergiche sistemiche sono rare, ma possibili: possono manifestarsi con arrossamento cutaneo, orticaria, prurito, difficoltà respiratorie e, in casi eccezionali, con eventi più gravi.6
Nei principali studi clinici dedicati all’uso intravitreale di Avastin®, la frequenza degli eventi avversi gravi è risultata sovrapponibile a quella osservata con Lucentis®, con un’incidenza complessiva tra il 22% e il 24%.6
Per quanto riguarda le complicanze oculari, queste restano poco frequenti e sono legate soprattutto alla natura della procedura: ogni iniezione intravitreale è infatti, a tutti gli effetti, un piccolo intervento chirurgico e come tale comporta un rischio intrinseco.6
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Fonti
[1] Parravano M. et al. 2025. Eur J Ophthalmol; 35(4): 1366-1375.
[2] CATT Research Group. 2011. N Engl J Med; 364(20): 1897-908.
[3] Mukherji SK. 2010. AJNR Am J Neuroradiol; 31(2): 235-6.
[4] Marata A.M. & Magrini N. 2014. Informazionisuifarmaci Disponibile al sito: https://www.informazionisuifarmaci.it/il-caso-avastin–lucentis
[5] Avastin e Lucentis: provvedimento dell’Autorità Antitrust Disponibile al sito: https://www.epicentro.iss.it/farmaci/avastinlucentis
[6] REGIONE EMILIA-ROMAGNA. Atti amministrativi GIUNTA REGIONALE. Delibera Num. 581 del 15/04/2019.


