La salute degli occhi è un patrimonio prezioso che merita attenzione, soprattutto con l’avanzare dell’età. Tra le patologie oculari più diffuse e impattanti, la degenerazione maculare legata all’età (AMD) e la retinopatia diabetica (DR) rappresentano le principali cause di perdita della vista nel mondo. Conoscere le loro caratteristiche, i sintomi e le strategie di prevenzione e trattamento è il primo passo per proteggere la vista e agire tempestivamente.
Cos’è la degenerazione maculare legata all’età
La degenerazione maculare o maculopatia legata all’età (AMD) è la causa più comune di perdita irreversibile della visione centrale nei soggetti anziani e colpisce sia uomini che donne.1 È una patologia degenerativa a carico della macula, la parte centrale e più vitale della retina1 responsabile della visione centrale, necessaria per la guida di veicoli, la lettura di caratteri piccoli, il riconoscimento dei volti e la visione dei colori.2
Attualmente, la maculopatia rappresenta la principale causa di cecità nella popolazione sopra i 50 anni nei paesi industrializzati e si stima che quasi 200 milioni di persone nel mondo siano colpite da qualche forma della malattia.1,2
Le due forme di maculopatia
La maculopatia si presenta in due forme principali a seconda di come viene danneggiata la macula: forma secca e forma umida.
- La forma secca (atrofica) è la più comune. In questa variante, l’occhio non riesce più a smaltire correttamente i rifiuti metabolici che si accumulano sotto la retina in depositi chiamati drusen. Questi, ostacolano il nutrimento dei fotorecettori e portano a un lento deterioramento della visione: le cellule danneggiate non vengono sostituite, causando una perdita graduale della funzione visiva. 1
- Forma umida (essudativa o neovascolare): è meno frequente ma il danno maculare si sviluppa rapidamente e la perdita della visione centrale può essere grave e rapida.1,2 È caratterizzata dalla crescita anomala di nuovi vasi sanguigni sotto la macula, zona in cui normalmente non dovrebbero formarsi.1,3 Questi vasi sono fragili, tendono a perdere liquido e sangue, causando edemi, emorragie e fibrosi.3 Questo fenomeno, detto neovascolarizzazione, solleva la macula dalla sua posizione normale, generando una visione distorta e confusa.2
La forma secca può evolvere in una forma umida, e quest’ultima è responsabile del 90% dei casi di grave perdita della visione centrale nei pazienti affetti da AMD.3
Cause e fattori di rischio
La degenerazione della macula è una malattia multifattoriale: la sua insorgenza e progressione derivano da una complessa interazione di fattori genetici, ambientali e legati all’invecchiamento.1
Tra i principali fattori di rischio troviamo:
- età avanzata, con un aumento dell’incidenza dopo i 60 anni;1
- fumo di sigaretta, che accelera i danni ossidativi alla retina;1
- predisposizione genetica, con una maggiore incidenza nelle persone di origine europea rispetto a quelle asiatiche o africane; 1
- alimentazione povera di antiossidanti e scarso apporto di nutrienti come zinco e luteina; 1
- altre patologie che possono comparire anche in persone giovani e che determinano la perdita della visione a causa di una crescita anomala di vasi sanguigni sotto la macula come, miopia elevata, traumi oculari, glaucoma neovascolare, retinopatia diabetica proliferante.2
Nonostante non sia ancora chiaro cosa scateni l’AMD, la combinazione di questi fattori può favorire lo sviluppo e la sua progressione.1
Accanto alla maculopatia, un’altra importante malattia della retina è appunto la retinopatia diabetica (DR). Si tratta di una complicanza cronica del diabete mellito che colpisce circa un terzo delle persone affette da questa condizione.4 È una delle principali cause di perdita della vista nel mondo e può interessare tutte le fasce d’età: bambini, adulti e anziani.4 È stato stimato nel 2020, che più di 103 milioni di persone nel mondo sono state colpite da retinopatia diabetica, un numero che potrebbe salire a 161 milioni entro il 2045.4
Retinopatia diabetica: una delle principali complicanze del diabete
La retinopatia diabetica è caratterizzata da un danno progressivo ai vasi sanguigni della retina, causato da iperglicemia cronica e stress ossidativo.4 L’infiammazione indotta dal glucosio in eccesso altera la circolazione e la permeabilità capillare, portando a microemorragie, edema maculare e, nelle fasi più gravi, neovascolarizzazione patologica.4
La malattia evolve generalmente attraverso due stadi principali:
- retinopatia diabetica non proliferativa (NPDR), una fase iniziale in cui si osservano piccole alterazioni dei vasi, microaneurismi e perdite di fluido;
- retinopatia diabetica proliferativa (PDR), una fase più avanzata caratterizzata dalla crescita di vasi fragili e anomali che possono causare emorragie nel corpo vitreo e persino distacco della retina.4
Un’ulteriore complicanza di rilievo è l’edema maculare diabetico (DME), che può insorgere in qualsiasi fase della malattia e rappresenta anch’esso una delle principali cause di riduzione della vista nei pazienti diabetici.4 Ma cerchiamo di capire quali segnali osservare e come riconoscere la degenerazione della macula.
Segni e sintomi della degenerazione maculare
Nelle fasi iniziali, l’AMD può essere asintomatica o causare disturbi minimi. 5 I primi segni includono la presenza di drusen di piccole o medie dimensioni nella macula e lievi alterazioni visive, come:
- distorsione delle linee rette (metamorfopsia);
- sfocatura della visione centrale, soprattutto durante la lettura;5
- riduzione della sensibilità al contrasto.5
Con la progressione verso la forma neovascolare, i sintomi diventano più evidenti:
- comparsa di scotomi centrali (zone cieche nel campo visivo);
- difficoltà a riconoscere i volti;
- emorragie retiniche e accumulo di liquido sotto la macula,5 che peggiorano rapidamente la visione.
In questi casi, solo un oculista può fare una diagnosi definitiva per determinare la causa e avviare la terapia corretta.
Diagnosi e monitoraggio
Tutti gli individui di età superiore ai 55 anni dovrebbero sottoporsi a esami periodici del fondo oculare dilatato per lo screening della degenerazione maculare.5
Durante la visita oculistica, il medico valuta:
- la presenza di drusen e la loro dimensione;
- eventuali cambiamenti pigmentari, atrofie, emorragie o cicatrici fibrotiche.5
Le moderne tecniche di imaging retinico — come la Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) e la fluorangiografia — sono oggi strumenti indispensabili per confermare la diagnosi e monitorare la risposta ai trattamenti.5
Trattamenti per la maculopatia legata all’età
In oftalmologia, la terapia gold standard per la forma umida di maculopatia è rappresentata dalle iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare).1
Queste molecole inibiscono il VEGF, una proteina responsabile della crescita anomala dei vasi sanguigni, riducendo la formazione di neovasi, le emorragie e il rischio di ulteriore perdita visiva.1,3 Gli anti-VEGF hanno mostrato buoni risultati anche nel trattamento della retinopatia diabetica, contribuendo a ridurre la perdita vascolare e la neovascolarizzazione.4 Tuttavia, solo circa il 29% dei pazienti con edema maculare diabetico ottiene un miglioramento visivo significativo dopo due anni di terapia.4 Questo dato evidenzia quanto sia fondamentale la prevenzione e il controllo del diabete fin dalle fasi iniziali della malattia.
Nel contesto dell’oftalmologia, accanto ai farmaci industriali, assume crescente rilevanza anche la galenica farmaceutica, che consente di sviluppare formulazioni personalizzate e preparazioni di supporto mirate alle esigenze del singolo paziente, soprattutto nei percorsi di prevenzione e nel trattamento complementare delle patologie croniche oculari.
È importante precisare che sebbene gli inibitori del VEGF possano arrestare la progressione della patologia e migliorare la vista, se somministrati precocemente, non sono in grado di riparare i danni permanenti già avvenuti.1
Per quanto riguarda invece la forma secca di maculopatia, al momento non esiste una cura risolutiva.1 Il trattamento si concentra sulla prevenzione e sul mantenimento della salute oculare, attraverso:
- il controllo dei fattori di rischio (smettere di fumare, seguire una dieta equilibrata e praticare attività fisica regolare);1
- l’assunzione di nutraceutici e integratori antiossidanti, che possono rallentare la progressione della malattia.1
Tra le sostanze più utili figurano minerali come zinco, ferro e rame, vitamine A, C, E e del gruppo B e carotenoidi come luteina e zeaxantina, pigmenti naturali presenti nella macula e in molte verdure a foglia verde.1 Lo zinco, in particolare, gioca un ruolo fondamentale nel corretto funzionamento degli enzimi retinici e nel mantenimento della salute oculare: livelli ridotti di questo minerale sono stati osservati nella retina di persone affette da maculopatia, motivo per cui una dieta che ne garantisca un adeguato apporto può risultare benefica.1
Scopo del trattamento
L’obiettivo principale delle terapie per la maculopatia è limitare la formazione di nuovi vasi sanguigni sotto la retina centrale e ridurre l’edema dell’area maculare.2 Questi effetti, seppur non sempre accompagnati da un miglioramento immediato dell’acuità visiva, possono contribuire a preservare la vista residua e a mantenere una buona visione periferica, migliorando così la qualità della vita del paziente.2
Oggi, la ricerca e le terapie moderne offrono strumenti efficaci per rallentare la progressione e preservare la qualità della vita nei soggetti affetti da maculopatia e retinopatia diabetica.
Per maggiori informazioni consigliamo di rivolgersi al proprio oculista di fiducia o di contattarci.
FAQ
La maculopatia è una malattia degenerativa che colpisce la macula, la parte centrale e più importante della retina. La macula è responsabile della visione centrale, necessaria per attività come leggere, guidare, riconoscere i volti e distinguere i colori. Con il suo danneggiamento, la visione centrale si riduce progressivamente, mentre quella periferica in genere rimane conservata.
La maculopatia può portare a una grave perdita della visione centrale, soprattutto nelle forme avanzate e non trattate. In particolare, la forma umida (neovascolare) è responsabile della maggior parte dei casi di perdita visiva severa. Tuttavia, la visione periferica viene solitamente mantenuta, permettendo alla persona di orientarsi nello spazio. Una diagnosi precoce e i trattamenti disponibili possono rallentare la progressione della malattia e preservare la vista residua.
Nelle fasi iniziali la maculopatia può essere asintomatica o causare disturbi lievi. I sintomi più comuni includono: visione centrale sfocata, soprattutto durante la lettura; distorsione delle linee rette (metamorfopsia); riduzione della sensibilità al contrasto.
Con la progressione della malattia, soprattutto nella forma umida, possono comparire: scotomi centrali (macchie scure o zone cieche al centro del campo visivo); difficoltà nel riconoscere i volti; rapido peggioramento della visione a causa di emorragie e accumulo di liquido sotto la macula. In presenza di questi sintomi è fondamentale rivolgersi tempestivamente all’oculista per una diagnosi accurata e l’avvio della terapia più adeguata.
Fonti
[1] Marchesi N. et al. 2024. Different Therapeutic Approaches for Dry and Wet AMD. Int J Mol Sci; 25(23): 13053.
[2] Degenerazione maculare senile – Domande e risposte sul trattamento delle maculopatie mediante somministrazione di bevacizumab (Avastin, Roche) per via intravitreale. Fondazione Insieme per la vista Ets.
[3] Abhinand C.S. et al. 2016. VEGF-A/VEGFR2 signaling network in endothelial cells relevant to angiogenesis. J Cell Commun Signal; 10(4): 347-354.
[4] Seo H. et al. 2025. Diabetic Retinopathy (DR): Mechanisms, Current Therapies, and Emerging Strategies. Cells; 14(5): 376.
[5] Thomas C. J. et al. 2021. Age-Related Macular Degeneration. Medical Clinics of North America; 105(3): 473-491.



