I retinoidi sono una classe di composti chimicamente collegati alla vitamina A impiegati in medicina principalmente per il loro ruolo nel regolare la crescita delle cellule epiteliali (Mukherjee S. et al., “Retinoids in the treatment of skin aging: an overview of clinical efficacy and safety” Clin Interv Aging. 2006 Dec; 1(4): 327–348).
Il campo d’azione della vit. A è relativo a tutto il tessuto di rivestimento cutaneo e a tutti gli epiteli degli organi interni.

Le fonti alimentari di vitamina A possono essere animali o vegetali: nel primo caso si fa quindi riferimento a retinolo e retinoidi, nel secondo a carotenoidi e provitamina A, quest’ultima poi trasformata dall’organismo in vitamina A.

Per quanto riguarda le fonti di originale animale, la vitamina A è ampiamente disponibile nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato stesso di ovini, bovini e suini, nonché in alcuni derivati quali latte, latticini freschi, formaggi freschi e stagionati e uova. A questi si aggiungono anche integratori e tonificanti naturali, come la pappa reale prodotta dalle api. Decisamente più variegata è la disponibilità per gli alimenti vegetali, poiché la provitamina è presente in abbondanza sia nei comuni prodotti da orto che nella frutta.
Sul fronte delle verdure, spazio innanzitutto a cibi di colore giallo, rosso e arancione: questa caratteristica, infatti, suggerisce un elevato contenuto di carotenoidi. Via libera quindi a carote, zucca, peperoni e pomodoro, a cui si aggiungono altri esemplari a foglia verde come prezzemolo, tarassaco, lattuga, spinaci, indivia, cavolo, broccoli, sedano, cavoletti di Bruxelles e molti altri ancora. La carota, in particolare, è una delle fonti più comuni e abbondanti di betacarotene.

Poiché le diete di oggi sono più ispirate dal piacere che dalla fisiologia, non sono poche quelle prive o carenti di vit. A; di conseguenza, in alcuni casi, è necessaria un’integrazione con prodotti specifici.